Anche per i non addetti ai lavori, parlare o aggiornarsi su quanto svolto dal Glifosato, sta diventando argomento quotidiano e mai come in questa occasione, non si esagera assolutamente a preoccuparsi sui danni che tale sostanza può provocare. Vediamo di cosa si tratta e come tale sostanza può interferire con la nostra alimentazione.

Il Glifosato, è l’erbicida più diffuso al mondo, brevettato dalla Monsanto nel 1974.  Come meccanismo d’azione, tale sostanza blocca nel terreno, nutrienti importanti per la pianta, come Calcio, Ferro, Rame, Zinco, ecc, essenziali per le piante, microrganismi e animali.  Quando questi nutrienti non sono più disponibili, il mondo vegetale (erbe, alberi ecc) e vari habitat legati alla Fotosintesi Clorofilliana, disseccano completamente. Trascorsi 10/15 giorni dal trattamento, erba e piante trattate, appaiono appassite, morte!!

Il Glifosato, è ampiamente utilizzata per i Cereali (Grano), Vigneti, Oliveti, Frutteti, Agrumeti, ma anche in aree industriali, sedi ferroviarie, argini di canali, fossi, ma anche giardini privati, aree pubbliche. Dall’Agosto 2016, con un DLG del Ministero della Salute, sono vietati in Italia molti prodotti a base di Glifosato, ma purtroppo, ce ne sono ancora moltissimi, ancora consentiti.

Come spesso accade, il Glifosato, fu presentato come un composto che veniva rapidamente e completamente degradato senza conseguenze per l’ambiente e per le altre specie viventi e di conseguenza per la salute. Queste informazioni, ne hanno fatto l’Erbicida più usato al mondo. Triste curiosità! Un recente articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha messo in evidenza il rischio per la salute, legato alla comparsa di specie erbacee resistenti all’erbicida. Di conseguenza, per far fronte a tale realtà, si aumentano molto, le quantità di Glifosato utilizzate, non solo, si associano all’erbicida, altre sostanze ancora più potenti e tossiche!!

Ma veniamo a come interfaccia con la nostra salute.

A differenza di quanto si voleva far credere, ai tempi della presentazione ed agli inizi della commercializzazione, il prodotto non è affatto così innocuo per la salute.

Si può venire in contatto, sia per esposizione  diretta (gli addetti ai lavori), ma anche attraverso l’acqua e  l’alimentazione, in quanto residui dell’erbicida sono stati trovati in alimenti di prima necessità come pane, farine, cereali, legumi ecc, ma anche nelle carni e prodotti derivati provenienti da animali nutriti con mangimi contaminati. Metaboliti del Glifosato, sono stati ritrovati nel Plasma, nelle Urine e nello stesso Latte Materno.

Tralasciamo in questa occasione i sintomi legati all’esposizione acuta, ma prendiamo in considerazione quanto si evidenzia dall’ingestione accidentale, o involontaria attraverso alimenti contaminati. I danni causati da questo tipo di ingestione, sono molto subdoli, in quanto non si riesce ad evitarli in maniera facile e sono parecchio importanti, perché purtroppo si è coinvolti in assunzioni croniche a piccole dosi, ma protratte nel tempo!!

Piccolo appunto: lo IARC (International Agency for Research on Cancer), ha valutato il Glifosato come 2A, cioè “Cancerogeno Probabile” (esiste una scala che assegna un punteggio legato alla presenza di attività cancerogena, probabile o assente), confermando un dato importante: Glifosato ed insorgenza di Linfomi non Hodgkin. Molto contestate, furono le valutazioni fatte da altre agenzie (pilotate) che tentavano di sminuire tali affermazioni.

Ma a parte l’interferenza cancerogena da parte dell’erbicida, c’è da mettere in grande evidenza l’elevata correlazione ad altre realtà Patologiche, come ad esempio l’Interferenza Endocrina. E’ stata documentata un’interferenza con la sintesi di Estrogeni e Testosterone (importanti ormoni sessuali).

Molto interessanti, i dati relativi a ricerche condotte su ratti alimentati per tanto tempo con Mais trattato con Glifosato, che hanno evidenziato un elevato numero di Tumori nella maggior parte dei gruppi testati, ma anche importanti disfunzioni Ormonali, oltre a danni al Fegato ed ai Reni.

Piccola curiosità: si sono evidenziate, come danni da Glifosato, aumenti di antibiotico resistenza in ceppi di Escherichia Coli e Salmonella Tifoide.

Ma un dato, che riguarda piuttosto da vicino il mio interesse verso i danni da Glifosato e la mia attività, riguarda l’Alterazione della Permeabilità delle Membrane Cellulari a livello Intestinale (Leaky Gut Syndrome) legata all’aumento della Celiachia o ad Importanti Intolleranze al Glutine (Gluten Sensitivity) in grande aumento!!

L’alterata permeabilità, altera di conseguenza il Microbiota Intestinale (in particolare Lattobacilli e Bifidobatteri).

Tale alterazione, porta a deficit di attività, specie dei Lattobacilli con conseguente alterazione della Flora batterica Intestinale, favorendo una crescita anomala di agenti patogeni, con scontate situazioni Infiammatorie locali e Generali, che vanno ad incrementare Allergie Alimentari, Intolleranze al Glutine ed altri alimenti. In sintesi una realtà locale, a livello intestinale, che sta amplificando una serie di disturbi che comprendono, a parte le situazioni più importanti, Gonfiori fastidiosi, alternanza di Stitichezza e Forme Diarroiche, stati di sofferenza generale comprese sofferenze in distretti distanti dall’intestino, che molte volte tendono a confondere il medico nel formulare una diagnosi. Da considerare che tutta la situazione (a cui ho dovuto dare una sorta di sintesi, per ovvi motivi), comprende anche tante realtà, tipo le carenze di Acido Folico, legate all’alterata attività di certi ceppi batterici, aggrediti dal glifosato ed ai quali è legata la biosintesi endogena di Acido Folico.

Di grande attualità, anche le alterazioni Anticorpali verso le Transglutaminasi, enzimi deputati alla digestione di componenti del Glutine.

L’infiammazione cronica, a cui molte volte non si vuole o non si riesce ad associare uno stato patologico ben definito, è anche la conseguenza dell’alterata attività di una particolare famiglia di Enzimi, il Citocromo P450, che tra le tante attività, ha anche quella di detossificare il nostro organismo, dall’introduzione di Xeno Biotici (sostanze che derivano dall’esterno come sostanze tossiche o farmaci).

Ritengo molto importanti e da non sottovalutare i danni sempre più confermati, verso i nostri grandi “amici” della Flora Batterica Intestinale, ausilio importantissimo per il  nostro benessere.

Veniamo alle conclusioni. Cosa possiamo fare per tutelare la nostra salute? Purtroppo l’azione deve essere congiunta, da una parte dovremmo individuare alimenti e di conseguenza aziende agricole che non usano tale erbicida e dall’altra mirare ad un’azione completa verso il territorio, visto che la nostra salute non può migliorare se non migliora il territorio. Ci sono segnali! Alcune regioni in Italia, stanno iniziando a vietare l’utilizzo di tale sostanza. Grandi gruppi della distribuzione organizzata iniziano a prendere posizione verso la distribuzione di Grano non trattato o a bandire il Glifosato dai prodotti per giardinaggio. Nel nostro piccolo, iniziamo a non sottovalutare certe pignolerie e rivolgiamoci a prodotti conosciuti e soprattutto legati ad aziende agricole serie.

In fede

Dott. Francesco Lampugnani

(Biologo, Nutrizionista, Specialista in Farmacologia)

Francesco Lampugnani èViva La pasta no glifosate no metalli pesanti no micotossine digeribile tollerata gluten sensitivity sensibilità al glutine MICOTOSSINE LAMPUGNANI FRANCESCO GRANO IMPORTATO CANCRO MANGIAR SANO