Olio più costoso al mondo

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È nostra la bottiglia di olio più costoso al mondo, Olio Piano Luxury line infatti nasce con l’obiettivo di offrire una vera opera d’arte, unica e irripetibile. Prodotta su commissione dall’artista Silvestro Regina, il quale può impreziosire l’opera anche con diamanti.

Il cibo è cultura. Difatti esso riesce ad identificare un popolo esattamente come la lingua ed i costumi, essendo spesso parte delle tradizioni di un popolo.

La cultura non include solo la parte culinaria ma anche la politica, la scienza e soprattutto le attività artistiche che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico.

Pertanto se il cibo è cultura, ed essendo la cultura arte, anche il cibo può essere considerata arte.

L’artista della bottiglia d’olio più costoso al mondo

Silvestro Regina

Pittore e scultore orafo

Sanseverese, classe 1958, pittore e scultore orafo, a soli 15 anni tiene la sua prima mostra personale, allestita al teatro Verdi di San Severo, dove i disegni, le pitture e i ritratti gli valsero gli apprezzamenti di pubblico e critica.

Fondamentale per la sua formazione l’incontro con il professor Sergio Benvenuti, scultore di fama internazionale, maestro di arte e di vita, determinante per il percorso professionale di Regina, che dalla scultura alla microscultura lo ha portato al taglio e all’incisione delle pietre preziose e alla attività orafa in cui poi si è rivelato maestro indiscusso.

Sono numerose le collaborazioni e contaminazioni con altre espressioni artistiche come è stato per il teatro con la realizzazione di una scenografia estemporanea dello spettacolo “Viaggiando Unitamente Separati” di Emanuele Italia, nell’ambito giornalistico ha collaborato con il “Picchio Rosso”, “Area”, “Attacco” e altre testate come vignettista e redattore, oltre ad essere ideatore, green designer e progettista affermato di parchi, giardini ed arredi urbani sostenibili.

I numerosi riconoscimenti, premi e recensioni hanno suscitato l’attenzione dei maggiori network nazionali e locali: hanno infatti parlato di lui la Rai, la Repubblica, il Corriere, la Gazzetta del Mezzogiorno e tanti altri.

Di importante influenza sono stati gli incontri con Cesare Padovani (artista poliedrico, scrittore e poeta) e Alfredo Bortoluzzi (allievo diretto del grande Paul Klee).

Tra le sue tante opere ricordiamo “I Murales” di Peschici, traduzione grafica de La notte della Taranta compiuta nel 1993, in occasione della prima tappa della manifestazione.

Da menzionare l’ostensorio Ostia Magna, creato per il Congresso Eucaristico del 2004, opera custodita presso il Museo Diocesiano di San Severo e giudicata da alti esponenti della critica come tra le più moderne opere d’arte dedicate al culto.

Presentazione della bottiglia di olio più costoso al mondo

Con questa bottiglia l’artista vuole narrare il territorio (Local) ed in particolare la Peranzana.

Quest’ultima fu introdotta nella Daunia da Raimondo di Sangro, Principe di San Severo e Duca di Torremaggiore, verso la metà del 1700.

Noto scienziato e membro dell’accademia della crusca, alchimista, inventore, esoterista, personaggio eclettico che ha lasciato meraviglie nella cappella San Severo a Napoli, in cui si possono ammirare statue di rara bellezza, fra cui la più nota: il Cristo Velato e la Pudicizia (anche detta Pudicizia velata), rappresentata con incisione grafica a punta di diamante con foglia di argento puro, è dedicata a Cecilia Gaetani dell’Aquila d’Aragona, madre di Raimondo di Sangro, che morì nel dicembre del 1710, meno di un anno dopo la nascita del figlio.

La statua fu realizzata da Antonio Corradini, già autore del Decoro, del monumento al sesto principe di Sansevero Paolo di Sangro e dei bozzetti in creta di molte delle altre opere, delle quali aveva studiato l’iconografia insieme al principe Raimondo.

Il serpente, così nasce il simbolo della medicina.

Scoprì l’origine dell’immagine che identifica l’arte del curare: è legata ad Asclepio, figlio di Apollo.

Perché il simbolo della medicina è un serpente attorcigliato intorno a un bastone?

La risposta sta nelle favole antiche. E chiama in causa la divinità che per i greci era il patrono dell’arte medica: Asclepio. Un inno attribuito a Omero lo invocava come «gioia per l’umanità colui che conosce gli incantesimi per scongiurare le orrende sofferenze».

Ma il dio che restituiva la salute agli uomini ebbe una sorte personale sfortunatissima. Già la sua nascita si pone sotto un segno nefasto: Asclepio era figlio di Apollo e di una mortale, Coronide. Quest’ultima osò tradire l’amore del dio, per di più unendosi con un uomo comune.

Fu il corvo, secondo il mito, a fare la spia, raccontando tutto ad Apollo che, preso dalla rabbia, trasformò il corvo, che prima era bianco, in nero.

Poi uccise Coronide, e le strappò dal ventre il figlio di cui era incinta: Asclepio, appunto, che fu affidato al saggio centauro Chirone.

Dal centauro apprese le arti mediche. Ma si spinse troppo oltre nel suo amore per l’umanità.  Asclepio iniziò non solo a guarire ma anche a resuscitare gli uomini.

Tra loro anche Ippolito, quell’eroe infelice fatto morire dal padre Teseo perché ingiustamente accusato di avere tentato di sedurre la matrigna Fedra.

Ma il serpente? Un mito racconta che, un giorno, un serpente si avvolse intorno al bastone di Asclepio: il dio, subito, lo uccise. Però un altro serpente arrivò portando in bocca un’erba medica che risanò l’animale ucciso.

Così Asclepio imparò a resuscitare i morti, e il bastone col serpente divenne il suo simbolo.

Ma Zeus, il padre degli dei, non poteva tollerare queste resurrezioni: violavano le regole del cosmo e sfidavano le leggi del destino.

Perciò incenerì Asclepio con il suo fulmine. Apollo, per vendicarsi, uccise a sua volta i Ciclopi, i giganti da un occhio solo che, nelle loro grotte, forgiavano i fulmini di Zeus.

Tecnica eseguita per bottiglia di olio più costoso al mondo:

Incisione su vetro con punta di diamante realizzata completamente a mano libera senza utilizzo di pantografi.

Applicazioni di foglia oro 24 carati e pietra d’agata, con mixaggio per la doratura professionale.

L’idea di realizzare una bottiglia di olio extravergine di oliva così preziosa ed esclusiva è dettata dall’eccellenza e la rarità del contenuto.

Di seguito le immagini della bottiglia di olio più costoso al mondo:

Figura 1: Serpente

Olio più costoso al mondo- il Serpernte

Figura 2: Albero di Peranzana

Olio più costoso al mondo-L'albero di peranzana

Figura 3: La Pudicizia

Olio più costoso al mondo-La pudicizia

Per chi fosse interessato ad avere un’opera d’arte unica nel suo genere, come Olio Piano Luxury line, effettuiamo preventivi personalizzati.

Scriveteci a info@agricolapiano.com

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